Ingenuamente credi che io ti abbia cercato da ubriaca perché non mi importa di te quando sono sobria. La verità è che da sobria non ho mai avuto il coraggio di dire qualcosa che potesse avvicinarmi a te. Ho pianto tutte le lacrime che avevo, penso che, a quest’ora, starei portando in braccio un bambino di quasi un anno, penso “vallo a spiegare alla gente”… Non ti cerco, non mi cerchi e non lo faremo mai più. Forse una parte di noi si amerà in eterno, ma è la parte che non voglio più vivere. È sbagliato per tutti, persino per noi. Ribelli dentro e anime fragili fuori. Non ho rimpianti, solo paura di non essere mai abbastanza. Ho dovuto affrontare tante cose che mi hanno buttato a terra e mi hanno calpestata, ma mi sto rialzando e mi sento fiera di me nonostante ancora barcollo di continuo. Mi sento fiera perché ce l’ho fatta da sola, senza dare voce alla mia sofferenza. Chi sa di noi? Alla fine non si può raccontare e così è stato. Il silenzio che si fa rumore quando decido di andare avanti e so che da qualche parte, in mezzo al nulla, c’è una piccola parte di me che spera che tornerai. Anche se non sarebbe mai come prima, anche se ho il cuore altrove, tu mi torni in mente e mi fa male. Mi fa male non poterti scrivere, non poterti sentire, non averti più avuto tra le mie braccia. È solo una parentesi intensa, una cosa che deve restare in disparte per il resto dei nostri giorni. Forse un giorno ci sentiremo e ci chiederemo se avessimo avuto coraggio, ma il finale era già scritto in un aborto doloroso e silenzioso. Ti dico addio perché devo andare avanti. Ti dimentico perché mi avevi già dimenticata. Quando mi cercherai, avrò la vita che scelgo da qui in avanti, ma cercami lo stesso perché io non potrò farlo mai più…