Mi concentro sempre sulla respirazione e cerco di migliorare il ritmo del mio cuore che impazzisce quando arriva la crisi di panico. Respiro come insegnano a scuola, in palestra, alle lezioni di canto… Come una buona allieva (che non sono mai stata) e cerco di fare ciò che farei fare a qualcuno nella mia situazione. Io non credo di essere capace a reggere una relazione, un altro cambiamento e una probabile sconfitta. Probabilmente mi faccio prendere da questo attimo di malessere totale e mi scoraggia ogni cosa. Mi viene solo voglia di mandare tutto al diavolo e restare chiusa in questa camera per il resto della mia vita. Poi ovviamente riprendo una sorta di tono e mi ricordo chi sono e cosa sono in grado di fare. Il fatto è che in momenti difficili come questo, sembra non arrivi mai il sospiro di sollievo. Ho letto da qualche parte che urlare o fare anche solo un verso, aiuta a sfogare meglio la crisi e smette prima. Io non riesco a parlare o a emettere suoni. Digrigno i denti e respiro più lentamente. Se lo avessi letto prima, magari ora starei urlando sollevata, ma ho sviluppato un senso di vergogna nei confronti del mio problema e quindi diventa parte del problema. Ecco perché non riesco a uscire, non riesco a stare troppo tempo in una casa che non è la mia, ho sempre la tendenza ad isolarmi… Ora che hanno ripreso regolarmente la loro comparsa, non sono più me stessa. Alle 19 scatta l’ora X e ormai aspetto che arrivi per accogliere il più serenamente possibile questo incubo travolgente. Il mio dottore è bravo e mi è parso come se avesse un briciolo di stima nei miei confronti. Mi fa stare meglio questo pensiero, ma dobbiamo trovare una soluzione al mio problema. Odio avere un limite così ferocemente invalicabile. Odio le regole, sono sempre andata contro corrente per principio. È stupido come principio, ma io non riesco a riconoscere l’autorità. Probabilmente è sempre per il rapporto di merda che ho con mio padre e bla bla bla, ma io fondamentalmente mi piaccio così. Anzi devo ammettere che non mi sono mai piaciuta tanto nella mia vita, peccato che sto di merda, altrimenti avrei sfruttato di più le mie capacità. Mi piace avere qualche kilo in più anche se poi mi lamento (sono pur sempre una donna), mi piace molto avere un fidanzato bellissimo anche se ancora non posso stare con lui, mi piace la casa dove vivo adesso anche se fare le pulizie ultimamente non è il mio sport preferito, mi piace il rapporto che ho ritrovato con mia madre anche se mi dispiace che non sono di buona compagnia ultimamente, mi piace il rapporto che ho con i miei figli anche se dovrei essere più di polso, mi piace il mio gatto anche se odio dover pulire di continuo i suoi bisogni nella lettiera… Sto bene fondamentalmente, ma devo eliminare gli “anche se”. Ho una sola vita e la sto vivendo male e questo mi dà fastidio perché sono molto meglio di così e lo so. Devo lavorare per migliorare, lo devo a me stessa e al dolore che ho portato dentro per troppo tempo. Ora le cose possono andare meglio quindi basta lamenti! Sto una bomba e devo dirmelo più spesso