Ho passato gli ultimi 15 anni della mia vita a cercare di comprendere, di rispondere alle vagonate di domande che mi hanno accompagnata nel tempo. La più frequente è “dove ho sbagliato?”. A dire il vero, attualmente credo di non aver sbagliato proprio nulla di tutto ciò che credevo fosse sbagliato. Questione di prospettiva, di maturità, di consapevolezza acquisita nel tempo, ma almeno ora lo so. Il mio errore costante è stato quello di cercare a tutti i costi l’approvazione di chiunque. Volevo sentirmi apprezzata, bella, desiderabile… Ma non mi appagava nulla di tutto ciò. Sono diventata anoressica, ho avuto flirt che mi sarei potuta risparmiare, ma solo con il tempo ho compreso che l’unica approvazione che cercavo, era quella di una persona che non approvava neanche sé stessa. Non l’ha fatto per cattiveria, io lo so e certe volte vorrei dirglielo, vorrei poter parlare serenamente con lui e fargli capire che, pur non volendo, mi ha distrutto la vita. Non perché si senta in colpa, ma solo perché sappia che mi sarebbe bastato un “sei una persona speciale anche se non ti voglio più al mio fianco” e probabilmente non avrei passato tanto tempo nel buio. Lui era il mio tutto, era la mia ragione di vita, il mio unico pensiero. Poi un giorno mi sono guardata allo specchio e ho capito che lui non avrebbe mai potuto dire nulla che mi avrebbe fatto sentire meglio, che non si amava e non avrebbe potuto amare qualcun altro. Era il mio stesso errore, ho fatto piangere persone che forse non lo meritavano così tanto, ma era inevitabile. Una donna ferita così in profondità, non si accontenta più di una bella parola o un gesto carino. Dovevo imparare ad amare me stessa prima di tutto. Su questo c’è ancora da lavorare, ma almeno l’ho capito. I miei figli sono la mia ragione di vita, ma devo imparare a vivere per me stessa anche. Quando mi trucco o mi sistemo i capelli, sento già di essermi voluta bene un po’ di più. Prima usavo il trucco come una maschera per non far notare il viso pallido e gli occhi spenti. Ora se mi trucco lo faccio per sentirmi più bella, per me stessa e nessun altro. I miei figli sono gelosi, mi controllano nei minimi dettagli, ma stanno imparando pian piano ad accettare le mie scelte e i miei cambiamenti. Il mio cuore ha ripreso a battere per qualcuno, ma è complicato come tutto il resto nella mia vita. Non mi interessa il parere di qualcuno, provo a fare un passo alla volta cosciente che se questa volta andrà male o andrà bene, lo devo solo a me stessa, a ciò che riesco a costruire da qui in avanti. Mi sento troppo giovane per avere una figlia che sta per andare alle superiori, vivo i suoi tormenti preadolescenziali e mi mordo le mani perché vorrei renderle tutto più semplice, ma so anche che ha bisogno di sbagliare da sola e rialzarsi più forte di prima. Io devo esserci per sostenerla sempre, per darle delle regole di vita e per essere il suo bancomat come ogni genitore. Costa caro avere responsabilità tanto grandi, la paura certe volte è così tanta che vorrei addormentarmi e svegliarmi a quando ero ancora minorenne, ma non funziona così. La vita continua anche senza di noi, lo dice anche Vasco Rossi. Spero solo che sia l’ultimo mese di attesa, voglio un abbraccio lungo una vita. La comprensione è il collante iniziale, vediamo cosa succede dopo. Per ora incrocio le dita per sabato, che possa andare tutto bene anche se sono un pochino incasinata