Una mattina come tante di un giorno qualunque, la luce del sole penetrava dalla finestra della camera da letto di Claudia svegliandola silenziosamente. Aveva scelto di tenere aperte le tende per godere dei giorni di maggio, il suo mese preferito. Si stiracchiò pigramente nelle lenzuola di cotone profumate come un giardino in fiore. Nello specchio di fronte al letto, il riflesso di un volto meravigliosamente assonnato e stropicciato, i capelli spettinati nero corvino che coprivano quasi la metà del suo corpo. Nel suo pigiamino striminzito nero (una canotta corta e un pantaloncino comodo cortissimo), scese al piano di sotto per la sua routine : caffè, succo di arancia e yogurt. Marta le faceva trovare tutto pronto, con un sorriso e un “buongiorno”. Claudia non era abituata ad avere una governante, aveva sempre dovuto badare a sé stessa per 18 anni della sua vita. Era abituata a dover campare con poco e niente, nessuna pretesa e un mare di pensieri per far quadrare i conti. I suoi genitori l’amavano immensamente, ma non erano mai stati ricchi e far quadrare i conti era sempre stato un problema. Ora che Marta si occupava della casa, le sembrava quasi di vivere una realtà parallela. Sorseggiando il caffè, una goccia troppo calda le cadde sul ginocchio. Saltò tanto fosse inaspettato quel bruciore e le venne spontaneo dire :”notizie in arrivo mia cara”, come se fosse davvero superstiziosa. Il citofono suonò subito dopo e lei scoppiò a ridere insieme a Marta. Il volto familiare del suo migliore amico, Piero, la rassicurò e aprì senza fare domande. Piero era solito arrivare improvvisamente a casa sua per qualsiasi motivo possibile. Anche un commento sgradito sotto un post era un buon motivo per piombarle in casa. Prima aveva le chiavi perché potesse tornare ubriaco e smaltire la sbornia senza che nessuno lo sapesse, ma, da quando Claudia fu costretta a cambiare tutte le serrature, non si erano ancora visti e lei effettivamente ne era quasi sorpresa. Marta si era già preparata ad aprire la porta mentre Claudia ancora tentava di finire il caffè. Marta si schiarì la voce prima di dare il buongiorno a Piero. Non era solita salutarlo in quel modo, quindi Claudia si decise ad andare a vedere cosa ci fosse di strano. E lo vide. Piero le faceva “ciao” con la mano come un bimbo impaziente di giocare, seguito da un ragazzo più alto di lui, con uno sguardo spaesato. “Lui è Juan” esordì Pietro. Claudia abbozzando un sorriso gli rispose “hai portato il tuo nuovo ragazzo strafigo per farmi rosicare?”. Juan strabuzzò gli occhi incredulo mentre Pietro scoppiò a ridere dicendo “scusa, non ti ho detto che sono gay perché avevi problemi più grandi a cui pensare. Claudia, tesoro mio, lui è il tuo nuovo coinquilino!” Claudia impietrita lo guardò con aria interrogativa. “ok Cla andiamo in giardino a bere un caffè e ti spiego meglio” disse Piero, ma Claudia lo fermò prima che potesse avanzare verso la cucina “Piè che cazzo di storia è questa? Sai quante guardie ho dovuto assumere dopo l’ultimo episodio?” “lo so tesoro, per questo non c’è posto migliore in cui lui possa stare al momento” e la sorpassò spavaldo dicendo tranquillamente a Marta di preparare 3 caffè e raggiungendo la porta posteriore che dava al patio. L’arredamento esterno faceva invidia a qualunque rivista di home design. 2 divani in legno chiaro con cuscini grigio chiaro che facevano da cornice ad un tavolino rettangolare dello stesso legno chiaro e la superficie lastricato di vetro perfettamente tirato a lucido. Nell’angolo una grossa sedia pendente con cuscini grigi e bianchi. Ci si stava benissimo in due, ma quello era l’angolo di Claudia. Era stata la sua culla dal primo giorno in cui era entrata in quella casa un anno e mezzo prima. La ragazza prese posto, mentre i suoi ospiti erano sul divano accanto a lei. Claudia era arrabbiata e confusa allo stesso tempo. La sua villa era circondata da 5 guardie del corpo da un mese e lei aveva appena ritrovato un piccolo spiraglio di serenità. Il suo ex ragazzo le aveva creato abbastanza problemi da non riuscire ad avere fiducia in qualsiasi altro essere umano che non fosse Piero e lui, proprio lui, le aveva giocato uno scherzetto spiacevole al momento. Le veniva da piangere, ma sapeva che doveva esserci un buon motivo perché lui avesse portato un estraneo in casa sua. Piero con la tazzina in mano le disse “tesoro io so quanto sia assurdo quello che ti ho detto poco fa, ma tu devi fidarti di me. Io non ti avrei mai portato una persona qualunque a casa dicendoti che deve restare, senza aver pensato bene a tutto…” “tutto che Piè? Hai pensato che io ho avuto un guaio tanto grande da dovermi proteggere? Hai pensato che quando cammino per strada ho paura della mia stessa ombra tanto da portarmi Gianpaolo anche dal parrucchiere? Hai pensato che mi sono fatta istallare una palestra a casa perché non posso pretendere di fare gli esercizi con Gianpaolo accanto ai macchinari? Hai pensato…? “” sì Cla l’ho pensato. Te lo giuro, ho pensato a tutto questo e anche di più, ma tu sei l’unica persona a questo mondo di cui mi fido ciecamente.” Claudia si ricompose, e prese la sua tazzina dicendogli:” parla”. Così Piero guardò Juan visibilmente preoccupato e disse : ” Juan anche tu devi fidarti di me” Juan si limitò ad annuire e Piero ricominciò stavolta verso Claudia : ” Juan ha un problema serio. Io sono un vecchio amico di famiglia, mia madre conosceva sua madre e bla bla bla, il punto è che avete lo stesso problema. Lui era fidanzato con una ragazza di Barcellona, una coppia da copertina se non fosse che lei lo ha tradito. Lui l’ha trovata a letto con uno che non sa nemmeno chi sia, ma il padre di lei non lo sa. Il padre di lei è un personaggio stile ‘padrino’, roba da starci lontani. In pratica la figlia è andata a piangere da papà dicendo che Juan l’ha lasciata e il padre vuole appendere letteralmente le sue palle sulla porta di casa sua. ” Calò un silenzio che sembrava eterno. Claudia fissava il fondo della tazzina ormai vuota chiedendosi se fosse uno scherzo. Un ragazzo bellissimo, occhi verdi, carnagione scura, capelli di media lunghezza tendenti al castano chiaro, barba incolta, un tipo da copertina effettivamente. Che ci faceva in un casino del genere? Come si sfugge ad un gangster che vuole vendicare l’onore di una figlia che non merita tale vendetta? Perché adesso? Aveva finalmente ripreso ad uscire con le amiche, si era concessa lo shopping più sfrenato di sempre… Ma del resto chi era lei, proprio lei a poter giudicare? Aveva promesso che tutto ciò che le era piovuto dal cielo al suo diciottesimo compleanno, avrebbe dovuto aiutare anche qualcun altro che ne avesse avuto bisogno. Piero sapeva bene che non si sarebbe mai potuta rifiutare e lui non le aveva mai chiesto nulla in questi due anni. Claudia gli faceva regali a tutti i costi, lo portava con sé in tutti i suoi viaggi, gli aveva offerto varie volte di andare a vivere con lei, ma Piero era un amico di quelli veri. Era la sua spalla, il suo punto fermo, le voleva un bene infinito anche prima che fosse diventata ricca da fare schifo. Lui non aveva mai voluto niente, non le aveva mai chiesto soldi, non aveva mai abusato della loro amicizia. Questo Juan doveva essere una persona importante per la famiglia di Piero. “ci sono delle regole” ruppe il silenzio Claudia… @antoniamarucci continua…